Adriano Penco

Nato a Genova ha iniziato l’attività subacquea divenendo dapprima istruttore subacqueo PADI nel 1985, e successivamente direttore di diving center in Italia (centro Sub di Filicudi nelle Eolie) ed all’estero (centro sub Dickwella - Sry Lanka), contemporaneamente ha anche intrapreso l’attività foto-giornalistica (iscritto all’Albo dei Giornalisti della Liguria), dapprima con la fotografia subacquea, poi con quella terrestre ed in particolare naturalistica.

Instancabile viaggiatore ha effettuato numerosissimi reportages, pubblicando servizi su riviste di vari settori non solo nazionali. Tra i riconoscimenti conferitigli i più prestigiosi sono rappresentati dal 1° posto al Festival Mondial de l’Image Sous-Marine e dal Premio Stampa, il quale assegna un riconoscimento ai 20 migliori reporters dell’anno che hanno contribuito ad esportare la cultura, la storia, ed i diversi aspetti delle realtà straniere in tutto il mondo.

Altri importanti lavori sono stati esposti in gigantografie presso l’Acquario di Genova, quello di Milano, al Festival di Montpellier e di Antibes; oltre ad una presentazione pubblicata dal prestigioso mensile giapponese Marine Diver specializzato nella ricerca delle migliori immagini in tutto il mondo. Altre sue immagini sono state inserite nella pubblicazione a colori "100 Ans de Photographie Sous-Marine", un libro editato dalla Alain Schrotter Editions che racchiude le più belle immagini sottomarine scattate tra i fondali marini in questi ultimi cento anni. Una sua biografia è anche presente nell’ultima opera di Alberto Romeo, edito da IRECO, dal titolo " Fotocinemafotografia Subacquea Italiana: i Protagonisti".

Tra la sua produzione editoriale vanno segnalati due libri illustrati che contribuiscono a valorizzare i fondali della Liguria, la sua terra, e più precisamente quelli dell'Area Marina Protetta di Portofino dal titolo "Le Armìe di Portofino" ed una descrizione di 101 immersioni comprese tra Ventimiglia e La Spezia dal titolo " Liguria in Blu" di cui è co-autore con Tina Leali Rizzi; la collaborazione in "Navi e Relitti" di Emilio Carta ed infine è unico autore di "Da zero a meno sessanta" che presenta i più affascinanti relitti sommersi dei fondali liguri, e "Isole della Liguria".

In Italia collabora in modo continuativo, pur rimanendo free-lance, con AQVA, Il Subacqueo, Mondo Sommerso, Sub, Meridiani, Partiamo, I Luoghi dell’Infinito, Tuttoturismo, Trekking. Vanno anche segnalate collaborazioni con Università La Sapienza di Roma, Università di Bologna, Istituto Nazionale Geo-Vulcanologia Italiano, Museo Archeologico Bernabò Brea di Lipari e con Il Secolo XIX.

Nel 2006 è stato invitato a presentare la sua attività di fotogiornalista terrestre e subacqueo a tre trasmissioni televisive della RAI e Mediaset: "Alle Falde del Kilimangiaro", "Linea Blu", "Pianeta Mare"; ed in occasione del numero 500°, Mondo Sommerso gli ha dedicato una splendida biografia corredata di galleria fotografica che lo racchiude tra le diciotto firme eccellenti contemporanee.
Sempre attento all’evoluzione del mercato fotografico da alcuni anni si è convertito alla fotografia digitale. Un nuovo mondo a suo dire di fotografare, che se interpretato nella giusta direzione sa regalare interessantissimi stimoli tanto tecnici che creativi.

Attualmente ricopre la carica di redattore e responsabile nella redazione di Aquageographia, una rivista periodica tradotta in quattro lingue e distribuita in tutto il mondo.

Sito web: www.adrianopenco.com

"La fotografia rappresenta per me il mezzo per fermare l’attimo e raccontare il mondo, le sue bellezze. Avvicinare uomini dalle culture ed i costumi tanto diversi dai miei, a cui io devo solo aggiungere un pizzico di arte, creatività, interpretazione. Attraverso la fotografia riusciamo ad arrestare il movimento che è vita, e compito di un artista è ridargli quella vita anche se l’immagine verrà osservata un secolo dopo."

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